stracciaioLo “stracciaio” è un mestiere antichissimo. Almeno quanto la carta.
Infatti proprio con gli stracci, un tempo si confezionava la carta.
E’ stato così per secoli. Una volta addirittura, per un determinato territorio, nessuno poteva raccogliere stracci, se non lo stracciaio ufficiale.
Eppure non è passato gran tempo da quando gli ultimi stracciai battevano le contrade, raccogliendo panni di cotone e lino e con essi prendevano di tutto, perfino le pelli di coniglio essiccate.
Lo stracciaio, girava sempre con dei sacchi, dove riponeva stracci, pelli, ferraglia, naturalmente separati. Faceva il giro per le case e spesso si fermava a chiacchierare con i suoi “fornitori” e tra un discorso e l’altro pattuiva la cifra che doveva versare.  Alla fine, dopo un bicchiere di vino, lo stracciaio ripartiva. Lo si vedeva dappertutto, sempre intento a caricare o a trasportare i suoi stracci, o quelle pelli di coniglio, a penzoloni, rivoltate (il pelo all’interno).
Gli stracci raccolti venivano stoccati, in attesa di essere portati al macero della cartiera, dove, dopo un lungo processo di lavorazione, si trasformavano in fogli di carta.
Il contatto continuo con questi stracci, talvolta portava a qualche inconveniente fisico, soprattutto malattie.